Lorem ipsum dolor sit amet

img.NjMwNjk0Mjc1
img.NjMwNjk0Mjc1

INDIRIZZO: Corso Giovanni Lanza, 78 - 10133 - Torino (TO)  ( ZONA oltrepò CRIMEA )
TELEFONO: 011 6601767 

CELLULARE: +39 330 513241

CRAVARIO DR. PROF. ANGELO CARDIOLOGO

P.IVA 01499710018

 

Cookie & Privacy Policy

image-128
WEBIDOO-logo-footer

Farmed by WEBIDOO

Il Professore è SEMPRE REPERIBILE per casi

urgentissimi al numero  330513241

 

 

Per problemi non urgentissimi telefonare al 011 6601767 e verrete richiamati dal Professore dopo poche ore.

 

 

ATTENZIONE con i cellulari, per conoscere i contenuti del sito, cliccare sulle 3 righe in alto a destra.

 

 

SINTOMI PREOCCUPANTI  E  PREVENZIONE  DELLE CARDIOPATIE​

 

 

 

INDICE DELLA PAGINA: 

 

 

1) SINTOMI E SITUAZIONI DA NON TRASCURARE

 

2) sintomi che devono indurci a sottoporci a visita cardiologica

 

3) PREVENZIONE E DIAGNOSI DELLE MALATTIE CARDIOCIRCOLATORIE  SECONDO il Prof, Angelo Cravario

 

4) CONSIGLI da tener presenti nelle più COMUNI EVENIENZE CARDIOLOGICHE 

1 ) SINTOMI E SITUAZIONI DA NON TRASCURARE:
 

COME COMPORTARSI per SALVAGUARDARE l’ APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO ? A quali manifestazioni si deve dare importanza e considerarle campanelli d'allarme ?

 

Premesso che oggi per moltissime malattie della circolazione e del cuore vi sono terapie efficaci e spesso risolutive impensabili fino a qualche anno addietro, si deve tener conto che le cardiopatie  sono ancora la principale causa di morte nel mondo. Questo perchè sovente esse agiscono in modo brutale e frequentemente senza dare alcun segno premonitore., portando a morte il Paziente in pochissimi tempo .

In cardiologia, quando la malattia si manifesta, di solito il suo avanzare è molto rapido e sovente più non ci permette di sfruttare le grandi possibilità terapeutiche dellla moderna medicina.

Da questo si evince che è molto importante evidenziare, prima che questi eventi drammatici si materializzino, indizi che possano evitarli e ci diano il tempo di istituire quelle terapie "miracolose" che la medicina attuale ci offre.

Sono proprio questi indizi che il Cardiologo esperto deve individuare onde preservare il Paziente da quei gravi fatti morbosi.

 

Si deve sapere che i PRINCIPALI fattori di RISCHIO ASSOLUTO cardiovascolare sono la FAMIGLIARITÀ per malattia  cardiaca ( per esempio, Padre o Nonno  o Zio o fratello o sorella o cugino colpiti da infarto cardiaco giovanile ? ). Se vi fosse tale famigliarità sarà imperativa una meticolosa visita cardiologica con approfonditi esami, evitando  l'esecuzione del SOLO, classico elettrocardiogramma per illusoriamente tranquiilizzarsi !  . Altri importanti fattori sono l'aumento della pressione arteriosa sopra i 140 di massima e gli 80 di minima (insisto soprattutto sugli 80 di minima che non devono essere stabilmente superati, senza parlarne col cardiologo), il diabete, l'aumento del colesterolo, dei trigliceridi o delll'acido urico, la sedentarietà, il fumare sigarette, l'eccessivo consumo di alcool o di droghe, la mancanza di sonno e lo STRESS prolungato. In presenza di uno di questi rischi è tassativa una consulenza cardiologica senza attendere l'insorgenza  di qualche malessere. Quindi una Persona che presenti uno di questi fattori nella sua anamnesi deve sottoporsi  a visita cardiologica qualsiasi età esso abbia.

 

Inoltre i SINTOMI, che più sotto elencherò, IN QUALSIASI MOMENTO della VITA essi comparissero, DEVONO indurci a richiedere un IMMEDIATO parere cardiologico.

 

2) I sintomi o disturbi che devono indurci ad eseguire un controllo cardiologico

 

Il sintomo più comune delle cardiopatie è la DISPNEA, ossia una penosa sensazione relativa all'atto respiratorio, simile ad una manacanza d'aria.
Normalmente non ci accorgiamo di respirare: diciamo che vi è dipnea quando il respirare è in qualche modo cosciente,  faticoso e sgradevole. La dispnea può comparire a riposo ed è sintomo importante.

Questa  insorge normalmente nella persona sana compiedo sforzi a cui non si è   abituati.  Se  si presentasse già per un attività  fisica moderata   sarebbe anomala e verrebbe denominata dispnea da sforzo, ossia il cosiddetto fiatone o l'affanno di respiro. Questa manifestazione può dipendere da alterazioni  cardiocircolatorie o polmonari o da molte altre cause. Se questa dispnea la rilevassimo più accentuata del solito, per esempio salendo una scala alla quale siamo abituati o trasportando un peso o camminando in salita, sarà bene parlarne al medico che prescriverà un controllo cardiologico.


Naturalmente la dispnea a riposo e’ sintomo grave e  deve essere controllata in pronto soccorso così come se il Paziente fosse risvegliato nella notte da  affanno di respiro e costretto a spalancare la finestra per non soffocare.


E' molto frequente l'insorgere di difficoltà respiratoria, per lo più a riposo, in persone ansiose o oberate da problemi della vita. Questa si manifesta con la necessità di compiere profondi atti respiratori o con senso di mancanza d'aria, ovvero la percezione di non riuscire a riempire adeguatamente i polmoni .

Queste alterazioni del respiro causano ansietà e talvolta paura: esse vanno al più presto trattate onde eviare l'instaurarsi di un ansia cronica.
 
L'ASMA cardiaco è una forma improvvisa e molto grave di dispnea ed è accompagnata da senso di soffocamento e di fame d'aria. Richiede un immediato intervento cardiologico in pronto soccorso .

 

FAME D'ARIA CON CRISI D'ANSIA è una forma di dispnea di diverso significato da quelle precedenti .Si presenta in alcune persone, nei momenti più impensati. Queste accusano una DIFFICOLTA' di RESPIRO, avvertita come incapacità a riempire completamente d'aria i polmoni, più a riposo che non sotto sforzo: questo determina grave apprensione, ansia ed angoscia. Si può configurare anche una crisi di Panico che talvolta porta il Paziente al pronto Soccorso e assai frequentemente allo Psichiatra.
Si è visto che se molti di questi casi sono effettivamente di competenza psicologica, in tanti altri la difficoltà respiratoria ossia la dispnea è causata da motivi FISICI REALI ma fugaci. Per questo motivo il Paziente affetto da attacchi di PANICO derivanti da difficoltà respiratoria andrà esaminato meticolosamente dal cardiologo onde escludere cause fisiche del disturbo, talvolta di difficile obbiettivazione, come, per esempio, fugaci crisi asmatiche o brevi episodi aritmici, tachicardici, ecc. SI eviterà così così di curare con la psicoterapia o gli psicofarmaci un Soggetto che necessita di ben altre terapie, (cardiologiche o pneumologiche).
 
Altro sintomo è il DOLORE precordiale o retrosternale, ossia un dolore o un' oppressione a livello del torace, in particolare a sinistra dove è situato il cuore. Questo dolore può irradiarsi all’ arto superiore sinistro o verso la gola, oppure fra le scapole. Può insorgere a riposo oppure essere scatenato o accentuato dallo sforzo fisico o da un' emozione, talvolta dal respirare aria gelida. Nei casi di insufficienza coronarica o nell'angina pectoris può anche insorgere senza apparente motivo.

Il dolore è determinato da uno scarso afflusso di sangue al miocardio per uno spasmo o per un restringimento, così detta stenosi, di un arteria coronaria. Se l'afflusso non venisse prontamente ristabilito insorgerebbe l'infarto miocardico. Solitamente il dolore precordiale, se dipendente dalla circolazione, si accompagna ad oppressione e difficoltà respiratoria, a sudorazione fredda ed a senso di grave angoscia o di morte.
 Il dolore anginoso può essere avvertito a livello o dello stomaco o dell'addome superiore ed in tal caso è facilmente confuso con una banale "indigestione".
Talvolta il dolore è riferito in corrispondenza del dorso, fra la scapole.

 

Questi sintomi dolorosi, anche se non particolarmente intensi, richiedono una immediata precisazione cardiologica possibilmente in Pronto Soccorso, senza perdere tempo prezioso nell'attesa di una visita medica domiciliare . Infatti l'infarto si può prevenire soltanto con un'immediata e precoce rivascolarizzazione coronarica solo possibile nei grandi Ospedali ai quali il Paziente deve immediatamente ricorrere e non il giorno dopo. 

 

Non tutti i dolori al torace devono essere ascritti alla circolazione, poichè in quella sede è anche  avvertito il dolore pleurico, osteoarticolare ossia della cassa toracica, muscolare, polmonare, esofageo e non ultimo il dolore premonitore di herpes zoster cutaneo.
Da questo si evince come il cardiologo esperto non debba omettere la visita 
accurata, oltre che del cuore, di tutti gli altri organi e apparati  che potrebbero causare il dolore toracico al  Paziente,m compresa la cute !.
 
Il classico "ANGOR", tipico dell'angina pectoris, è un dolore più o meno intenso, improvviso, di tipo costrittivo accompagnato da oppressione di respiro, localizzato in sede retrosternale, talvolta è presente sudorazione fredda, pallore e senso di morte. Può avvenire senza causa evidente, talvolta a letto, o dopo uno sforzo, o dopo una emozione,o dopo un eccesso alimentare, o respirando aria molto fredda. Dopo alcuni minuti scompare spontaneamente. E ‘ determinato da insufficiente afflusso di sangue al cuore a causa di uno spasmo delle arterie coronarie. Richiede un immediato intervento cardiologico in pronto soccorso.
 
Importante sintomo è la PALPITAZIONE, anche denominata cardiopalmo, ossia la percezione di una sensazione molesta in coincidenza con il battito cardiaco. Di solito è determinata da extrasistoli ossia battiti prematuri. Andrà segnalata al cardiologo che ne preciserà la natura, quasi sempre benigna.

All'esame del polso potrà essere rilevabile un battito veloce , o troppo lento, o aritmico. 
Si dovrà prestare attenzione oltre che al ritmo, ossia all'eventuale disordine nella successione dei battiti, alla FREQUENZA del polso:  se i battiti superassero abitualmente, a riposo, gli 85 battiti al minuto, o se la frequenza fosse inferiore alle 50 pulsazioni/min., dovrà essere interpellato il Cardiologo.
 
Anche se vi fossero ARITMIE, ossia irregolarità dei battiti del cuore o del polso, presumibilmente EXTRASISTOLI, talvolta avvertite come pulsazioni anomale alla base del collo o al torace, o non avvertite ma soltanto rilevate al polso sarà opportuno  con tutta calma parlarne al cardiologo che ne determinerà la causa. Di solito le extrasistoli sono un fenomeno benigno e senza significato clinico. Questi eseguirà, oltre alla visita, un esame elettrocardiografico indispensabile per una accurata diagnosi. Se non venisse individuata una malattia cardiologica causale, come un vizio valvolare o un ischemia miocardica, ecc., l'extrasistolia, anche denominata battito prematuro, sarebbe da considerare un disturbo benigno che, se non arrecasse fastidio al Paziente, non necessiterebbe di terapia.
 Se l'extrasistolia fosse molesta per il Paziente dovrà tassativamente essere trattato onde evitare l'insorgenza di ansia cronica o depressione.
 
In caso di FIBRILLAZIONE atriale acuta, caratterizzata da aritmia del polso e tachicardia, ossia tachiaritmia, accompagnata talvolta da affanno, quanto più presto si ricorrerà al pronto soccorso meglio sarà : infatti quì potrànno essere somministrati farmaci atti ad interromperla. Questo non sarà più possibile se si attendesse oltre il primo giorno. Infatti se non la si interrompesse in prima giornata  per arrestarla si dovrà preventivamente istituire un trattamento anticoagulante della durata di tre mesi, onde liberare il cuore da eventuali trombi. Questo prima di poter procedere alla terapia eradicante della fibrillazione per tentare di ristabilire il ritmo sinusale. Si evince che in questi casi è d'obbligo il ricorso immediato al pronto soccorso e non il giorno dopo.

 

Esiste anche una FIBRILLAZIONE ATRIALE CRONICA, non tachicardica, talvolta ignorata dal Paziente e scoperta casualmente: in tal caso dovrà essere istituita terapia anticoagulante onde evitare devastanti embolie, spesso cerebrali, con conseguente ictus. Posto così il Paziente in sicurezza, si dovrà poi valutare la possibilità clinica di farla regredire.

 

CAPOGIRO o senso di vertigine: si drovra’ provvedere al controllo accurato della pressione arteriosa, eventualmente prima col Paziente sdraiato e successivamente in posizione eretta onde evidenziare eventuale ipotensione ortostatica  ossia caduta della pressione in posizione eretta , che dovrà essere trattata . Oltre che dalla pressione arteriosa il capogiro può dipendere da riniti, otiti, faringiti determinanti infiammazioni del labirinto, lesioni cerebrali o alterazioni osteoarticolari a livello del collo. Comunque ,se persistesse, ricorso al medico..
 

 
Le variazioni della PRESSIONE ARTERIOSA :
si parla di IPERTENSIONE quando la pressione masssima supera i 140 mm di mercurio e/o la minima gli 80 mm di mercurio. Se questi valori fossero superiori, in particolare quelli della pressione minima, dovrannno essere rimisurati per qualche settimana e, se confermati elevati, riferiti al cardiologo per adeguata terapia.

Ricordarsi che il prolungato consumo di liquirizia può essere causa di ipertensione.

 

Si deve sapere che NON TUTTE LE IPERTENSIONI SONO UGUALI e che è importante la prescrizione della terapia più appropriata allo specifico tipo di ipertensione, ossia una cura personalizzata. 
Non è sufficiente la prescrizione di una qualsiasi delle decine di qualità diverse di pillole antipertensive presenti nelle farmacie. Si eviteranno così effetti collaterali molesti e vi sarà un migliore controllo della malattia con dosi minori di farmaco. 
Quindi è d'obbligo un
approfondito studio del malato iperteso, comprensivo dell'esame del fondo dell'occhio, che dovrà sempre essere eseguito a questi Pazienti, oltre la valutazione di tutti gli altri organi ed apparati compresi reni, sangue ( Sodiemia  e Potassiemia ) ed orine (edimento e escrezione delle catecolamine delle 24 ore).


Se comparissero in corso di terapia ipotensiva astenia, ossia stanchezza, capogiri, ipotensione, TOSSE persistente, SENSO di SVENIMENTO, TURBE del SESSO tipo impotenza, si dovrà immediatamente contattare il Cardiologo.
 
Si parla di IPOTENSIONE quando i valori della pressione massima sono inferiori a 100 mm di mercurio e/o quelli della minima inferiori a 60 mm di mercurio : se l'ipotensione fosse riscontrata in un soggetto che non ha disturbi non è il caso di preoccuparsi e non vi è necessità di terapia.
Se il Paziente invece presentasse grande stanchezza, malessere, pallore, sudorazione improvvisa, capogiro, senso di svenimento, soprattutto nei cambiamenti di posizione ( da sdraiato a eretto ), si parlerebbe di ipotensione ortostatica, lipotimia o di collasso e l'episodio dovrà essere riferito al medico per lo studio approfondito del caso.
Sul momento il Paziente dovrà restare coricato sul dorso con la testa bassa e senza cuscino con le gambe sollevate contro un muro. Non si dovrà farlo sedere ma sdraiarlo, anche al suolo.
 Non devono preoccupare i malesseri, a tipo senso di svenimento, insorti durante abbondanti pranzi o in Chiesa, nel corso di funzioni religiose, poichè in tali casi vi sono fattori causali conosciuti, comuni ,ovvii e frequenti.utile, passata la crisi, la misurazione della pressione arteriosa a Paziente coricato e successivamente in posizione eretta onde escludere l'ipotensione ortostatica frequente in Soggetti trattati con ipotensivi o psicofarmaci.


Il PANICO CARDIOCIRCOLATORIO è una grave sintomatologia caratterizzata da disagio psicologico con importante ansia o angoscia, accompagnata da sintomi fisici quali il dolore precordiale talvolta irradiato al braccio sinistro, la palpitazione, la tachicardia, la sudorazione, l'ipertensione arteriosa, l'oppressione respiratoria, la mancanza “ di fiato “, senso di tremore, il timore di morire, d'impazzire, di perdere il controllo, ecc..
Frequentemente i soggetti affetti da questo disturbo sono erroneamente considerati "neuropatici" ed inviati allo psichiatra dicendo loro " non è nulla di grave,non vi sono alterazioni organiche,èsolo nervoso peggio devi convivere con questi disturbi.nza prima aver compiuto una precisazione diagnostica sufficiente, quale per esempio, la determinazione  nelle urine delle catecolamine circolanti , l' esclusione di aritmie transitorie, non più evidenti nel momento della visita, così come di fugaci crisi asmatiche o di Porfirìe (dove l'uso dei calmanti peggiora la situazione clinica), oltre alla definizione precisa di eventuali dolori toracici (di natura esofagea, da riflusso, pleurica, cardiaca, od ossea o muscolare), tutte possibili cause dei disturbi. La minuziosa visita del cardiologo è necessaria onde giungere ad una diagnosi "certa", che tranquillizzi totalmente la persona se questa risulterà sana , ovvero gli indichi la terapia adeguata se affetta anche solo da minime turbe cardiorespiratorie scatenanti.

 Infatti nei soggetti presentanti PANICO, che io denomino CARDIOCIRCOLATORIO, per motivi vari, si è creata una ipersensibilità a sintomi di malattie non gravi, che tuttavia sono capaci di scatenare queste importanti crisi angosciose. Sarà compito del cardiologo esperto individuare tali alterazioni, anche se lievi ed innocue, come per esempio le extrasistoli, dolori della gabbia toracica, sintomi gastro esofagei, ecc. e procedere alla loro drastica terapia affinchè queste gravi, invalidanti e dolorose manifestazioni ansiose ed angosciose non si ripetano e cronicizzino.


La terapia oggi è resa possibile da i numerosi ed attivissimi farmaci, soprattutto antiaritmici, antibroncospastici, ecc. atti ad evitare la reiterazione dello stress a Pazienti che già patiscono di fragilità emotiva. Nulla di peggio per un tale Paziente sentirsi dire: "non è nulla di grave, è solo nervoso" o peggio "devi convivere con questi disturbi", senza la conseguente istituzione di una valida e precoce terapia mirata e non solo la prescrizione di psicofarmaci quali lo Alprazolam o altro sedativo o peggio una visita Psichiatrica.

 

Nello Studio Cravario si ha una particolare esperienza con riguardo a tali situazioni morbose e molto frequentemente, senza applicare terapie con psicofarmaci, si raggiunge la loro stabilizzazione.
Si fa notare che questi Pazienti non sono MALATI IMMAGINARI, ossia Patofobici che necessitano di terapia psicologica o psichiatrica, ma sono Persone che soffrono per qualche anomalo sintomo fisico trascurato e non adeguatamente trattato.
 
FAME D'ARIA CON CRISI D'ANSIA
Alcune persone, nei momenti più impensati, accusano una DIFFICOLTA' di RESPIRO, avvertita come incapacità a riempire completamente d'aria i polmoni, frequentemente più 

 a riposo che non sotto sforzo: questo sintomo determina grave apprensione, ansia ed angoscia. Può anche scatenare una crisi di Panico che talvolta porta il Paziente al pronto Soccorso e assai sovente allo Psichiatra. Si è visto che molti di questi casi sono effettivamente di competenza psicologica, ma in tanti altri la difficoltà respiratoria, ossia la dispnea, è causata da motivi fisici. Per questo motivo il Paziente andrà esaminato meticolosamente dal cardiologo onde escludere cause fisiche del disturbo, talvolta di difficile obbiettivazione, come, per esempio, fugaci crisi asmatiche o brevi crisi aritmiche, tachicardiche, riflusso gastro-esofageo, ecc. SI eviterà così di curare con psicoterapia o psicofarmaci un  Soggetto che necessita di ben altre terapie.
 
ANSIETA’ LIEVE MA PROLUGATA SOSTENUTA DA DISTURBI FISICI così detti INNOCENTI.
 
E’ questo il caso di tanti Soggetti affetti da INNOCENTI disturbi (ossia che non esprimono malattia grave) quali PALPITAZIONI, extrasistoli, brevi tachicardie, DOLORI localizzati al torace di svariata definizione come puntori, a stilettate, oppressivi, profondi, superficiali, intercostali, sincroni col respiro, talvolta notturni, brevi SINTOMI RESPIRATORI con apparente difficoltà a riempire a dovere i polmoni, ecc. che sono stati rassicurati a suo tempo dal medico sulla benignità di tali disturbi e sulla non necessità della loro terapia. Questa rassicurazione basta a molte Persone per non far più caso a questi sintomi ed in tale situazione l’astensionismo terapeutico è giusto ed accettabile. (Naturalmente la sicura innocuità di tali disturbi deve essere confermata dal Cardiologo).                                              
Tuttavia esistono Soggetti che sono molto disturbati da questi malesseri che, se pur loro sanno essere benigni, tuttavia causano o dolori e fastidio, o  lievi reazioni emotive alla lunga invalidanti.
In questi casì è doveroso per il medico trattare con adeguati terapie questi sintomi al fine di evitare in questi Pazienti l’insorgenza di complicazioni psicologiche invalidanti. Queste sono lo stabilirsi di senso di insicurezza sulla propria salute, mancanza di una completa serenità e, col tempo, ansietà lieve ma cronica, talvolta anche depressione, turbe del sonno ed altre possibili sofferenze.
 
La TOSSE, se persistente ovvero accompagnata da sputo di color rosato, o francamente sanguinolento è un sintomo che consiglia una consulenza medica. Comunque  se la tosse persistesse dopo alcune settimane, sia essa secca che accompagnata da espettorazione, deve essere sottoposta ad indagini e cure.
 
È importante la NICTURIA, ossia la necessità di orinare durante la notte, soprattutto quando non è conseguenza di motivi urologici o del bere smodatamente alla sera. Di solito la nicturia è accompagnata da oliguria diurna ossia emissione di scarsa orina. A questi sintomi si accompagna talvolta il GONFIORE alle caviglie, denominato EDEMA.

La comparsa di gonfiore ai piedi e alle caviglie in assenza di vene varicose o di flebiti, è sempre fenomeno patologico di pertinenza cardiologica. Questo gonfiore, di solito è presente alla sera e scompare nella notte. Questi sintomi richiedono un parere CARDIOLOGICO.
 
La necessità di dormire con molti guanciali, oppure il doversi sedere sul bordo del letto, improvvisamente, durante la notte, o spalancare la finestra, onde respirare meglio, è un sintomo da prendere in seria considerazione e ci si deve consultare col cardiologo.
 
L'INSONNIA spesso accompagna le cardiopatie organiche e deve essere trattata , poiché il dormir bene fa parte della terapia delle cardiopatie.
 
La CIANOSI è una colorazione bluastra della cute e delle mucose visibili, conseguenza di una cattiva ossigenazione del sangue, rilevabile soprattutto al volto e sulle labbra. Richiede parere medico cardiologico.
 
Altro sintomo è il RESPIRO PERIODICO che si presenta nel sonno ed è caratterizzato da un andamento ondulante della respirazione: gli atti ispiratori si fanno sempre più profondi finché viene raggiunto l'acme d'ampiezza respiratoria; questa tende poi a diminuire fino ad una pausa del respiro della durata anche di molti secondi. All'apnea segue un altro ciclo respiratorio e così via. Deve essere segnalata al medico.
 
Le dita a BACCHETTA DI TAMBURO sono una deformazione a clava delle estremità delle dita delle mani o dei piedi. In tal caso le unghie appaiono allargate e convesse come un vetrino d'orologio. Possono essere una importante spia di malattie cardiache congenite o del polmone e vanno riferite al medico.
 
Nei PAZIENTI in TERAPIA con PSICOFARMACI, dovrà essere eseguito elettrocardiogramma con particolare attenzione al tratto Q-T , che potrebbe venire alterato dall’assunzione di tali importanti sostanze. In tal caso sarà opportuno un confronto fra il Cardiologo esperto e lo PSICHIATRA onde eventualmente modificare la terapia.
 
Le APNEE NOTTURNE che si verificano nei soggetti RUSSATORI, ossia le pause prolungate del respiro, oltre qualche secondo, durante il sonno di questi Soggetti, vanno attentamente valutate perché, oltre ai danni cerebrali e cardiaci causati dalla carenza di ossigeno determinata dall’interruzione del respiro, esse provocano pericolose crisi di sonnolenza diurna nei maschi ( talvolta con addormentamenti invincibili di pochi secondi causa di inspiegabili incidenti automobilistici o sul lavoro ). Nelle donne la sonnolenza diurna è sostituita da una stanchezza invincibile. Bisognerà misurare la durata delle pause respiratorie e riferirne al Medico per l’eventuale esecuzione di esami specifici.
 
 
Nell’età adulta si dovrà, ogni 2 o 3 anni, controllare la normalità nel sangue dello zucchero ( Glicemia massima 110 mg.% ), del colesterolo ( massimo 225 mg% ), dei trigliceridi ( massimo 140 mg% ) e dell’acido urico ( massimo 6,5 mg% ). Questi esami potranno essere praticati rapidamente e con poca spesa anche in farmacia . Se alterati si dovrà parlarne al Medico per una ulteriore approfondita valutazione.
 
Annualmente si misurerà la pressione arteriosa. Questa non dovrà superare i 145 mm/Hg per la massima,e gli 80 mm/Hg per la minima. In caso di aumenti il cardiologo ne studierà il motivo e, caso per caso, stabilirà il tipo di terapia e l'eventuale ipotensivo più adatto: infatti ogni iperteso ha delle caratteristiche particolari di malattia ed in conseguenza la terapia dovrà essere personalizzata. Si eviteranno così molti effetti collaterali dovuti a cure  non perfettamente adatte e si otterrà il compenso pressorio con dosi di farmaci più piccole..
 
Per quanto riguarda la circolazione periferica, il DOLORE ai POLPACCI o ai GLUTEI, scatenato dalla deambulazione, soprattutto se in salita, o il raffreddamento spontaneo di un arto o il suo colorito violaceo o un intenso formicolio, o il dolore a riposo,o il gonfiore, sono sintomi di una cattiva circolazione periferica da segnalare al Cardiologo.
 
L’ ANEURISMA dell'aorta, ossia l' anormale dilatazione del nostro maggiore vaso arterioso per parziale cedimento delle sue pareti, può, in occasione di cedimenti improvvisi e sempre possibili quando l'arteria è ANEURISMATICA, causare dolore toracico intenso, o a tipo coltellata fra le scapole, oppure serio dolore addominale (SE L'ANEURISMA FOSSE DELL' AORTA ADDOMINALE) o sintomatologie dolorose che si irradiano ad entrambi gli arti superiori o inferiori. Tali sintomatologie dolorose improvvise richiedono immediato accesso al pronto soccorso.

 

​3) Prevenzione e diagnosi delle malattie del cuore e della circolazione secondo il pensiero del Professor Angelo Cravario.

 

E' risaputo che quanto più presto è diagnosticata una infermità tanto maggiore sarà la possibilità di una sua efficace terapia.
È anche noto che le malattie cardiache e circolatorie sono la causa più frequente di morbilità e di morte delle persone. Spesso esse agiscono in modo brutale, portando a morte il paziente in pochissimi istanti, e frequentemente senza aver mostrato alcun segno premonitore.

Da questo si evince che in cardiologia, quando la malattia si manifesta, il suo inesorabile procedere è molto  avanzato e sovente  non permette  più all' Ammalato di sfruttare le grandi possibilità terapeutiche dellla moderna medicina.

È chiaro che è molto importante evidenziare, quando possibile. e prima che questi eventi drammatici si materializzino, indizi che possano evitarli.
Sono proprio questi indizi che il Cardiologo esperto deve individuare onde preservare il Paziente da gravi fatti morbosi. Infatti oggi vi sono grandi possibilità preventive, inimmaginabili anche nel recente passato.

COME CI SI DEVE DI MASSIMA REGOLARE per  una EFFICACE PREVENZIONE ?
 
Si  deve sapere che i PRINCIPALI fattori di RISCHIO ASSOLUTO cardiovascolare sono la FAMGLIARITÀ per malattia cardiaca, la PRESSIONE arteriosa superiore a 145/80 , il sovrappeso, l'obesità, il diabete, l'ipercolesterolemia, l'iperuricemia, la scarsa attività fisica, il fumo di sigaretta, l'eccessivo consumo di alcool o di droghe, la carenza di sonno e lo STRESS eccessivo.

In presenza di uno di questi fattori una persona di buon senso deve sottoporsi a visita cardiologica. 
In particolare per la Famigliarità, se un fratello o un cugino, o un genitore, o uno zio, o un nonno avesse presentato un disturbo in età giovanile quale per esempio un ictus, o un infarto cardiaco, o un aneurisma, sarà d'obbligo per il Soggetto il sottoporsi ad accurata visita cardiologica, eventualmente supportata dai moderni esami, onde escludere quelle malattie di cui si è detto e, se presenti, prevenirle  in tempo.

In particolare, per salvaguardare il cuore, se l'anamnesi famigliare RILEVASSE LA PRESENZA DI INFARTO in età giovanile di un membro consanguineo della famiglia del paziente, soprattutto se di età simile, sarà d'obbligo l'esecuzione degli esami di routine (glicemia, colesterolemia, trigliceridemia, uricemia e prove coagulatorie complete di omocisteinemia, polimorfismo della protrombina ed apc resistance ), di una visita cardiologica attenta, di un elettrocardiogramma, di un test ergometrico, e soprattutto e senza indugio, di una CORONAROGRAFIA NON INVASIVA  MEDIANTE TAC delle coronarie.
Tutto quanto detto va eseguito anche in assenza di qualsiasi segno di malattia perchè quando i sintomi comparissero sarebbe troppo tardi.

Certamente, date le ristrettezze economiche della sanità, vi sarà una certa difficoltà a realizzare questo programma, ma bisognerà insistere in ogni modo per ottenerlo . Ricordo che la prevenzione di una grave malattia cardiovascolare, oltre al vantaggio del Soggetto, è un risparmio per lo Stato.

Tutto quanto appena detto varrà anche per quei soggetti ATTEMPATI, ma con una "SALUTE di FERRO", che praticano SPORT FATICOSI, talvolta anche in alta quota. Non saranno certamente sufficienti una semplice visita, anche se eseguita dal cardiologo, ed un elettrocardiogramma a scongiurare ogni pericolo: sarà necessario procedere ad esami più esaustivi.....
 
Inoltre se una Persona si accorgesse di avere qualche disturbo riconducibile a quanto sopra ho descritto come "SINTOMI E SITUAZIONI PREOCCUPANTI" , vedi in testa a questa pagina, anche se in giovane età, dovrà subito recarsi dal Cardiologo.
 
Per tutti gli altri casi ci si potrà comportare come a seguito indicherò:
 
Se un Soggetto stesse bene, non avesse compiuto i 40 anni, non praticasse sport, non presentasse fattori di rischio, di cui prima si è parlato, potrà semplicemente misurare, dopo i 35 anni, una volta ogni 1 o 2 anni, ed anche solo in Farmacia, la Pressione arteriosa, il peso, la glicemia, la colesterolemia, la trigliceridemia e l' uricemia: se vi sarà qualche alterazione ne parlerà al suo Medico. Altrimenti resterà tranquillo.
 
Se un Soggetto godesse di ottima salute e non presentasse sintomi ma, avendo quarant’anni o più, praticasse SPORT faticosi , ovvero conducesse una vita insana con ECCESSI alimentari, STRESS , fumo, esagerata sedentarità, sovrappeso ecc. sarà bene che si rivolgesse al Cardiologo. Questi controllerà la sua salute cardiocircolatoria, ossia eseguirà il cosìdetto check-up cardiocircolatorio.

Anche i Pazienti affetti da ATTACCHI o CRISI di PANICO, di solito considerati dei nevrotici, andranno attentamente esaminati onde ricercare eventuali malattie misconosciute, come la presenza di un eccesso di catecolamine in circolo o aritmie di breve durata, o fugaci crisi asmatiche, una sindrome porfirica, ecc., una causa vera e scatenante dell'insicurezza e dei 

loro gravi ed invalidanti disturbi. Trattando queste situazioni cliniche vi saranno buone possibilità di riprendere una buona salute.

DOPO i 50 ANNI è comunque necessario un CECK-UP CARDIOLOGICO .
 
 
Il Professore inoltre consiglia di controllare il cuore nei Pazienti in TERAPIA con PSICOFARMACI, con particolare attenzione al tratto Q-T dell’elettrocardiogramma, che può venire alterato dall’assunzione tali importanti sostanze.
 
Il momento fondamentale del check-up, ossia della DIFESA attiva dalle cardiovasculopatie, è la VISITA CARDIOLOGICA.
 
Essa deve essere attenta e approfondita. Per questo Il Professore ESIGE che il Paziente DISPONGA di NON MENO di UN ORA  ed 1/4 affinché vi sia tempo per un prolungato colloquio, per la raccolta di un'approfondita storia della sua familiarità patologica, di eventuali suoi sintomi o problemi, della valutazione degli esami ed eventuali ricoveri precedentemente eseguiti e delle terapie attuate.
 
All’ ANAMNESI molto approfondita soprattutto per quanto rigurda le MALATTIE DELL FAMIGLIA, dovrà seguire una ACCURATA e MINUZIOSA VISITA che, oltre al cuore esaminerà il fondo dell’occhio, (unico luogo del corpo dove sono direttamente visibili i vasi sanguigni del Paziente, perché quì nudi e liberi da tessuti opachi), i vasi della periferia ed i vari visceri la cui attività è correlata con l’apparato cardiocircolatorio ( tiroide, polmoni, rene, stomaco ecc.). L' esame del paziente dovrà quindi essere GLOBALE, perchè altri organi o apparati possono coinvolgere la circolazione.
Alla fine dell'esame clinico saranno eseguiti elettrocardiogramma ad alta definizione ed ossimetria, esami che potranno aggiungere ulteriori informazioni agli importantissimi rilievi eventualmente osservati dal Professore durante la minuziosa visita.
 
Questa semplice procedura è molto più illuminante e importante che non l'esecuzione di tanti fastidiosi e costosi esami specialistici, spesso e volentieri inflitti al Paziente nel corso dei comuni check-up cardiologici e a cui, frequentemente, non è associata una completa ed approfondita visita cardiologica, SPESSO ben più importante degli esami.
 
Al Paziente verrà così confermata la sua buona salute oppure spiegato quanto dovrà fare per preservarla.
 
La visita avrà finalità di prevenzione e potrà raccogliere gli indizi di un eventuale malattia non ancora sviluppata con il fine evitarla.
 
 
Qualora fosse indispensabile, per chiarire qualche aspetto clinico, il Paziente verrà sottoposto ad esami fra cui il moderno esame CORONAROGRAFICO NON INVASIVO, mediante TAC del torace, senza alcuna sonda o intrusione. Quest’ultimo esame, meraviglia della tecnica, sovente permette di dirimere problemi diagnostici "difficili" e di dare grandi sicurezze a medico e Paziente , o ad altri esami quali l'ecocardiogramma, il monitoraggio del cuore secondo Holter, oppure il controllo della pressione arteriosa nelle 24 ore mediante speciali apparecchiature, il test da sforzo, ecc.. Questi esami potranno essere eseguiti a carico del sistema sanitario Nazionale.
 
La CORONAROGRAFIA NON INVASIVA è una procedura sicura ed indolore che, mediante una semplice radiografia, precisamente una TAC del torace, senza intrusioni interne di sonde, permette l'accertamento di alcune malattie cardiache e delle coronarie, nelle quali consente certezze diagnostiche fino al 90%).
 
Importanti talvolta le prove di funzionalità tiroidea, l’ecocardiogramma, lo studio delle arterie renali, dei surreni, dell’escrezione delle catecolamine urinarie, del fondo dell’occhio, l'ecodoppler dei tronchi epiaortici, ossia lo studio delle arterie carotidi, vasi deputati a fornire il sangue necessario alla vita del cervello. Qualora queste fossero alterate potrebbero causare l'insorgenza di danno cerebrale o addirittura di ictus.
 
Il TEMPO RICHIESTO per un check-up cardiologico è di circa un'ora1/4.
 
Di solito l’attesa in anticamera non supera i 10/30 minuti. Il Paziente, dedicando meno di due ore del suo tempo, potrà così precisare la Sua situazione cardiocircolatoria. 

4) BREVI CONSIGLI DA SEGUIRE IN  PRESENZA DEI PIU' COMUNI DISTURBI CARDIOLOGICI:

 

Se tachicardia persistente oltre qualche giorno, non oltre i 100 battiti per minuto, in assenza di altri sintomi, senza motivi evidenti a causarla tipo stress o febbre, con calma eseguire visita cardiologica. Se frequenza inferiore a 45/m' , persistente per qualche giorno,  sottoporsi con calma a visita cardiologica. Se la  bradicardia, ossia la bassa frequenza, fosse accompagnata da capogiro o senso di svenimento, affrettare questa visita, onde non rischiare cadute al suolo. In caso di tachicardia persistente sopra i 100 battiti per minuto, o di aritmia con tachicardia persistente, probabilmente trattasi di fibrillazione atriale: se non regredisse entro 1 ora, recarsi in Pronto Soccorso per la  terapia, senza attendere il GIORNO DOPO, poichè si perderebbero importanti opzioni di cura. Se regredisse entro 1 ora recarsi il giorno seguente dal cardiologo. Se fibrillazione atriale cronica, ossia presente da molto tempo, già in terapia anticoagulante, con calma eseguire visita cardiologica per valutare l'opportunità di un tentatvo di normalizzazione del ritmo. Se palpitazioni isolate, quasi certamente si tratta di extrasistoli, non spaventarsi e, senza urgenza, richiedere visita Cardiologica per confermarne la benignità. Se le extrasistoli fossero già state attentamente studiate e diagnosticate come disturbi innocenti, senza danno cardiaco, non più preoccuparsene, non terapia. Tuttavia se causassero  fastidio, o peggio ansietà al Paziente, non indugiare a trattarle onde farle scomparire al più presto: si eviteranno così i frequenti casi di ansia cronica seguita talvolta da attacchi di panico, che io definisco cardiorespiratorio,  che molte e gravi sofferenze provocano a questi Soggetti. Dolori al petto, dietro lo sterno, al precordio  o alla "bocca" dello stomaco, se accompagnati da mancanza di respiro, pallore o sudorazione fredda o  senso di svenimento: immediato ricorso al pronto soccorso DI UN GRANDE OSPEDALE, senza attendere l'arrivo di un medico: solo così si potrà evitare l'insorgenza di un infarto con danno miocardico. Più la terapia sarà precoce, minore sarà il danno. Dolore improvviso fra le scapole , accompagnato da grave ansieta, talvolta irradiazione agli arti superiori ed al petto. ricorso immediato al pronto soccorso di un grande ospedale per possibile lesione di un aneurisma aortico. Dolore violento ed in crescendo all'addome, con grave angoscia, talvolta irradiazione alle cosce: controllo presso pronto soccorso per possibile lesione di aneurisma  dell'aorta addominale. Crisi di mancanza di respiro improvvisa,  persistente ed immotivata: ricorso al Pronto soccorso di grande ospedale per possibile  danno ischemico cardiaco.
Se episodi di "FAME D'ARIA", ossia sensazione di non riuscire a riempire d'aria i polmoni, senza altri sintomi, non spaventarsi ma ricorrere al più presto al cardiologo onde precisarne la causa ed istituirne la terapia. Se mancanza di respiro causata da sforzo, fisico come il camminare velocemente o salire una scala, se di recente insorgenza, o peggio ingravescente, praticare con calma visita cardiologica. Di primo acchito controllo della pressione arteriosa. Se si riscontrassero valori pressori superiori a 140 per la pressione massima, ovvero 80 mm di mercurio per la pressione minima (anche solo in farmacia), se persistenti per più di qualche settimana, visita cardiologica per l'eventuale istituzione di indagini e di eventuale terapia. Questa dovrà essere personalizzata, ossia scelta accuratamente dopo approfondita visita che dovrà esaminare tutti gli organi ed apparati, compreso fondo dell'occhio. Questo al fine di scegliere per ogni Paziente le terapie più adatte, onde evitare effetti collaterali e somministrare la terapia più efficace e al minor dosaggio  per quel tipo di Malato.
Crisi di ansia o di panico, prima di ogni altra terapia recarsi dal cardiologo esperto in questo tipo di disturbo, onde escludere, dopo accuratissima visita, cause fisiche (aritmie, brevi crisi asmatiche, extrasistolie, eccesso di catecolamine, porfirìe. ecc)  .Evitare la terapia cronicacon psicofarmaci prima di questo importante accertamento.
Se paresi di un arto, o bocca stirata da un lato, o difficoltà di parola, ricorso immediato a centro ANTISTROKE di un grande ospedale senza attendere visita medica.
 Non vi è il divieto cardiologico all'uso del Viagra o simili da parte di soggetti anziani o cardiopatici tuttavia ogni caso va valutato attentamente dal cardiologo: questo non per l'uso in sè della sostanza ma per lo sforzo fisico richiesto dal rapporto  sessuale. Viene tassativamente proibito l'uso di Viagra e simili in caso di assunzione di farmaci coronaro dilatatori a base di nitrati o simili a causa delle crisi ipotensive che possono seguire. Anche l'uso in caso di terapia di ipertensione polmonare va evitato.